mercoledì 10 novembre 2010

La lettera  di Raffaello fu il risultato di un compito affidatogli da parte dello stesso papa Leone X che riguardava la verifica e la rilevazione di tutti gli edifici antichi a Roma. Questa decisione del papa probabilmente fu dovuta al fatto che egli, discendente dei Medici, portò sempre come suo slogan personale la protezione delle arti e pertanto, proprio a mantenere tale slogan affidò il compito a Raffaello (artista allora già abbastanza noto) di rilevare le architetture antiche.


Fatta una breve precisazione sul contesto storico che portò Raffaello alla scrittura di questa lettera, va prima di tutto detto che Raffaello struttura l’ intera lettera saltando 3 secoli di storia.
Infatti sia il modo con cui egli struttura la lettera sia i contenuti ideologici al suo interno sembrerebbero ( a mio modo di vedere ) quasi collocare una simile lettera ad un ipotetico restauratore stilistico dell’ Ottocento.
Egli infatti nonostante esprime fortemente il desiderio di non riportare tutte le “ruine” allo splendore iniziale ma di recuperarle e salvaguardarle frammentariamente, tuttavia come un restauratore stilistico egli rimane attaccato alla tendenza del tempo e questo lo si connota dal fatto che come gran parte della critica artistica dell’ epoca (attaccata alle arti antiche) rifiuta qualsiasi altro carattere artistico come la maniera di fare delle epoche medievali (in questo caso il gotico ed il WestWerk tedesco).
Tolta la questione riguardante queste similitudini ideologiche con il restauro stilistico è molto importante far presente che questa lettera è senza dubbio una delle prime carte in assoluto onde vi sia la volontà di qualcuno di recuperare o di salvaguardare ciò che è antico.
Effettivamente come egli stesso (Raffaello) spiega, è normale che in periodi di guerra e di povertà non si sia compreso il valore della salvaguardia dei monumenti , ed è altrettanto normale che i Romani a loro tempo furono essi stessi distruttori dei loro monumenti (riferendosi alla Domus Aurea di Nerone). Tuttavia Raffaello non giustifica il saccheggio sui monumenti da parte dei papi stessi che invece avrebbero dovuto, a suo avviso, muoversi nella maniera opposta. Di questa considerazione Raffaello ne farà un punto di forza a favore di papa Leone X perché, a suo modo di vedere l interessamento e l’ impegno per la salvaguardia dei monumenti antichi Romani avrebbero collocato nella storia Leone X.
In ultimo ciò che della lettera è degno di nota è senza dubbio l’ idea di fondo di Raffaello, o meglio il fine a cui egli aspirava. Raffaello infatti comprese che a causa delle epoche di guerra e di impoverimento economico seguite alla caduta dell’ Impero Romano d’ Occidente, le grandiose conoscenze del modo di costruire Romani ( forse anche maggiori di quanto oggi i critici ne possano dedurre dai resti delle costruzioni e dai trattati) andarono via via perdute fino ad essere quasi completamente dimenticate. Solo nel Rinascimento si ha una lenta riscoperta di queste conoscenze ed il poter studiare edifici antichi seppur decadenti era essenziale. Pertanto Raffaello mira si alla conservazione e la salvaguardia di questi monumenti, ma non perché si rende conto del fatto che questi monumenti siano “Storia Vivente”, simboli che rappresentano oggettivamente epoche dell’ umanità oramai estinte e che pertanto devono essere salvaguardate per portare la loro testimonianza anche a coloro che verranno, ma vengono intesi solo come uno strumento attraverso il quale era possibile riscoprire l’ arte del costruire presso i Romani. Questa è a mio modesto parere la differenza sostanziale ideologica tra un Artista Rinascimentale ed uno studioso Conservatore dell’ epoca moderna.
Per avere un idea di conservazione con fine culturale si dovrà attendere almeno fino alla metà dell’ Ottocento.

WIKIPEDIA FONTE UFFICIALE

a nascita ufficiale del protocollo viene fatta risalire al 1973, quando Metcalfe scrisse un promemoria ai suoi capi della Xerox sulle potenzialità di Ethernet. Nel 1976 Metcalfe e Boggs pubblicarono un articolo intitolato Ethernet: Distributed Packet-Switching For Local Computer Networks.
L'obiettivo originale dell'esperimento era ottenere una trasmissione affidabile a 3Mbps su cavo coassiale in condizioni di traffico contenuto, ma in grado di tollerare bene occasionali picchi di carico. Per regolamentare l'accesso al mezzo trasmissivo era stato adottato un protocollo di accesso multiplo al mezzo condiviso del tipo CSMA/CD (Carrier Sense Multiple Access / Collision Detection).
el frattempo, Metcalfe aveva lasciato Xerox nel 1979 per promuovere l'uso del PC e delle LAN, motivo per cui fondò 3Com. Metcalfe ha attribuito il successo di 3Com a Jerry Saltzer, il quale collaborò alla stesura di un articolo importantissimo con cui suggeriva che l'architettura token ringfosse teoricamente superiore alla Ethernet: a causa di ciò, le grosse aziende decisero di non puntare su Ethernet, mentre 3Com poté creare un business intorno al sistema riuscendo a guadagnarsi un grande vantaggio tecnico e a dominare il mercato quando Ethernet prese piede.
Successivamente, l'interesse delle imprese del settore aumentò al punto che l'IEEE costituì alcuni gruppi di studio finalizzati a perfezionare e consolidare Ethernet, nonché a creare numerosi altri standard correlati. Uno dei risultati raggiunti fu la pubblicazione, nel 1985, della prima versione dello standard IEEE 802.3, basato sull'originale specifica Ethernet, ma non completamente identificabile con essa. In seguito, lo standard Ethernet come tale non è più stato mantenuto, ma il termine continua ad essere usato quasi come fosse un sinonimo di IEEE 802.3, sebbene i due standard non coincidano completamente.
Questo è il frame ovvero il pacchetto dati ricevuto dallo strato di datalink nella pila di protocolli. Gli elementi sono:
  • Preamble (preambolo), di 7 byte: questi primi byte hanno valore 10101010 e servono a "svegliare" gli adattatori del ricevente e a sincronizzare gli oscillatori con quelli del mittente.
  • Start Frame Delimiter (SFD), di 1 byte: questo byte ha valore 10101011 e la serie dei due bit a 1 indica al destinatario che sta arrivando del contenuto importante; è protetto mediante la violazione del codice Manchester; svolge la stessa funzione del campo flag della trama HDLC;
  • Destination MAC address (indirizzo di destinazione), di 6 byte: questo campo contiene l'indirizzo LAN dell'adattatore di destinazione; se l'indirizzo non corrisponde, il livello fisico delprotocollo lo scarta e non lo invia agli strati successivi;
  • Source MAC address (indirizzo sorgente), di 6 byte;
  • EtherType (campo tipo), di 2 byte: questo campo indica il tipo di protocollo del livello di rete in uso durante la trasmissione, oppure — nel caso di frame IEEE 802.3 — la lunghezza del campo dati;
  • Payload (campo dati), da 46 a 1500 byte: contiene i dati reali, che possono essere di lunghezza variabile in base alla MTU della Ethernet; se i dati superano la capacità massima, vengono suddivisi in più pacchetti, mentre se i dati non raggiungono la lunghezza minima di 46 byte, viene aggiunto del padding (riempitivo) della lunghezza opportuna;
  • Frame Check Sequence (FCS), controllo a ridondanza ciclica (CRC), di 4 byte: permette di rilevare se sono presenti errori di trasmissione; in pratica, il ricevente calcola il CRC mediante un algoritmo e lo confronta con quello ricevuto in questo campo.
È molto simile al frame IEEE 802.3, tranne che per il campo tipo, che nell'802.11 diventa Tipo o Lunghezza e il preambolo ridotto a 7 byte con 1 byte trasformato in Start of Frame.