La lettera di Raffaello fu il risultato di un compito affidatogli da parte dello stesso papa Leone X che riguardava la verifica e la rilevazione di tutti gli edifici antichi a Roma. Questa decisione del papa probabilmente fu dovuta al fatto che egli, discendente dei Medici, portò sempre come suo slogan personale la protezione delle arti e pertanto, proprio a mantenere tale slogan affidò il compito a Raffaello (artista allora già abbastanza noto) di rilevare le architetture antiche.
Fatta una breve precisazione sul contesto storico che portò Raffaello alla scrittura di questa lettera, va prima di tutto detto che Raffaello struttura l’ intera lettera saltando 3 secoli di storia.
Infatti sia il modo con cui egli struttura la lettera sia i contenuti ideologici al suo interno sembrerebbero ( a mio modo di vedere ) quasi collocare una simile lettera ad un ipotetico restauratore stilistico dell’ Ottocento.
Egli infatti nonostante esprime fortemente il desiderio di non riportare tutte le “ruine” allo splendore iniziale ma di recuperarle e salvaguardarle frammentariamente, tuttavia come un restauratore stilistico egli rimane attaccato alla tendenza del tempo e questo lo si connota dal fatto che come gran parte della critica artistica dell’ epoca (attaccata alle arti antiche) rifiuta qualsiasi altro carattere artistico come la maniera di fare delle epoche medievali (in questo caso il gotico ed il WestWerk tedesco).
Infatti sia il modo con cui egli struttura la lettera sia i contenuti ideologici al suo interno sembrerebbero ( a mio modo di vedere ) quasi collocare una simile lettera ad un ipotetico restauratore stilistico dell’ Ottocento.
Egli infatti nonostante esprime fortemente il desiderio di non riportare tutte le “ruine” allo splendore iniziale ma di recuperarle e salvaguardarle frammentariamente, tuttavia come un restauratore stilistico egli rimane attaccato alla tendenza del tempo e questo lo si connota dal fatto che come gran parte della critica artistica dell’ epoca (attaccata alle arti antiche) rifiuta qualsiasi altro carattere artistico come la maniera di fare delle epoche medievali (in questo caso il gotico ed il WestWerk tedesco).
Tolta la questione riguardante queste similitudini ideologiche con il restauro stilistico è molto importante far presente che questa lettera è senza dubbio una delle prime carte in assoluto onde vi sia la volontà di qualcuno di recuperare o di salvaguardare ciò che è antico.
Effettivamente come egli stesso (Raffaello) spiega, è normale che in periodi di guerra e di povertà non si sia compreso il valore della salvaguardia dei monumenti , ed è altrettanto normale che i Romani a loro tempo furono essi stessi distruttori dei loro monumenti (riferendosi alla Domus Aurea di Nerone). Tuttavia Raffaello non giustifica il saccheggio sui monumenti da parte dei papi stessi che invece avrebbero dovuto, a suo avviso, muoversi nella maniera opposta. Di questa considerazione Raffaello ne farà un punto di forza a favore di papa Leone X perché, a suo modo di vedere l interessamento e l’ impegno per la salvaguardia dei monumenti antichi Romani avrebbero collocato nella storia Leone X.
Effettivamente come egli stesso (Raffaello) spiega, è normale che in periodi di guerra e di povertà non si sia compreso il valore della salvaguardia dei monumenti , ed è altrettanto normale che i Romani a loro tempo furono essi stessi distruttori dei loro monumenti (riferendosi alla Domus Aurea di Nerone). Tuttavia Raffaello non giustifica il saccheggio sui monumenti da parte dei papi stessi che invece avrebbero dovuto, a suo avviso, muoversi nella maniera opposta. Di questa considerazione Raffaello ne farà un punto di forza a favore di papa Leone X perché, a suo modo di vedere l interessamento e l’ impegno per la salvaguardia dei monumenti antichi Romani avrebbero collocato nella storia Leone X.
In ultimo ciò che della lettera è degno di nota è senza dubbio l’ idea di fondo di Raffaello, o meglio il fine a cui egli aspirava. Raffaello infatti comprese che a causa delle epoche di guerra e di impoverimento economico seguite alla caduta dell’ Impero Romano d’ Occidente, le grandiose conoscenze del modo di costruire Romani ( forse anche maggiori di quanto oggi i critici ne possano dedurre dai resti delle costruzioni e dai trattati) andarono via via perdute fino ad essere quasi completamente dimenticate. Solo nel Rinascimento si ha una lenta riscoperta di queste conoscenze ed il poter studiare edifici antichi seppur decadenti era essenziale. Pertanto Raffaello mira si alla conservazione e la salvaguardia di questi monumenti, ma non perché si rende conto del fatto che questi monumenti siano “Storia Vivente”, simboli che rappresentano oggettivamente epoche dell’ umanità oramai estinte e che pertanto devono essere salvaguardate per portare la loro testimonianza anche a coloro che verranno, ma vengono intesi solo come uno strumento attraverso il quale era possibile riscoprire l’ arte del costruire presso i Romani. Questa è a mio modesto parere la differenza sostanziale ideologica tra un Artista Rinascimentale ed uno studioso Conservatore dell’ epoca moderna.
Per avere un idea di conservazione con fine culturale si dovrà attendere almeno fino alla metà dell’ Ottocento.
